L’antico teatro veneziano trasformato dall’archittetto giapponese Tadao Ando
Nel cuore di Venezia, a pochi passi dal Canal Grande e da Campo San Samuele, si trova uno degli spazi culturali contemporanei più sorprendenti della città: il Teatrino di Palazzo Grassi. Molti visitatori conoscono Palazzo Grassi e Punta della Dogana per le grandi mostre della Pinault Collection, ma non tutti sanno che dal 2013 esiste anche un terzo spazio dedicato agli eventi culturali, completamente restaurato dal celebre architetto giapponese Tadao Ando.
Il Teatrino di Palazzo Grassi nasce infatti dal recupero di un antico teatro veneziano rimasto inutilizzato per decenni. Lo spazio adiacente a Palazzo Grassi aveva avuto nel tempo funzioni molto diverse: giardino romantico nell’Ottocento, teatro all’aperto e successivamente auditorium coperto negli anni Sessanta. Dopo la chiusura definitiva negli anni Ottanta, l’edificio rimase abbandonato fino all’intervento della Pinault Collection.
Dopo il restauro di Palazzo Grassi nel 2006 e quello di Punta della Dogana nel 2009, François Pinault affidò ancora una volta a Tadao Ando il compito di riportare in vita questo luogo storico veneziano. Il risultato viene oggi considerato uno degli interventi contemporanei più eleganti e discreti realizzati a Venezia negli ultimi anni.
Come spesso accade nei progetti di Ando, il dialogo tra antico e moderno è il vero protagonista dello spazio. L’architetto decise infatti di mantenere quasi completamente intatto l’esterno storico dell’edificio, inserendo invece all’interno un nuovo volume contemporaneo essenziale e minimalista. Entrando si percepisce immediatamente il tipico stile di Tadao Ando: cemento levigato, linee geometriche pure, grandi superfici pulite e una gestione della luce estremamente precisa. L’ambiente è dominato da aperture triangolari che tagliano le pareti curve del foyer e da grandi lucernari che lasciano entrare una luce molto morbida.
Il Teatrino dispone di un auditorium da 225 posti progettato con particolare attenzione all’acustica e al comfort visivo. Lo spazio ospita durante tutto l’anno conferenze, proiezioni cinematografiche, concerti, performance, workshop e presentazioni legate all’arte contemporanea, all’architettura, alla letteratura e al cinema.
Anche dal punto di vista architettonico il Teatrino viene spesso considerato uno degli esempi più riusciti del modo in cui Venezia possa accogliere l’architettura contemporanea senza perdere la propria identità storica. Tadao Ando riuscì infatti a creare uno spazio estremamente moderno senza alterare l’equilibrio urbano della zona di Campo San Samuele.
A differenza di molti teatri tradizionali veneziani, qui la programmazione cambia continuamente e spesso include eventi gratuiti o incontri internazionali organizzati in collaborazione con università, fondazioni culturali e artisti contemporanei. Inoltre, la sua fama è capace di attirare in città artisti, registi, architetti e studiosi celebri in tutto il mondo. Molti eventi sono pensati per approfondire i temi delle mostre ospitate a Palazzo Grassi e Punta della Dogana, mentre altri sono completamente indipendenti e dedicati a fotografia, cinema, musica sperimentale o cultura internazionale.
Costi
Molti eventi e incontri del Teatrino di Palazzo Grassi sono gratuiti, ma alcune attività speciali possono richiedere prenotazione o biglietto. La programmazione aggiornata è disponibile sul sito ufficiale di Palazzo Grassi. Anche gli orari variano in base agli eventi e alla programmazione culturale in corso.
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Stazione Santa Lucia
In vaporetto:
Linea 1, fermata “San Samuele” oppure “Sant’Angelo”.
A piedi
Si raggiunge facilmente attraversando il Ponte dell’Accademia oppure da Campo Santo Stefano in pochi minuti. Il Teatrino si trova in Campo San Samuele 3260, accanto a Palazzo Grassi.
Tip utile
Il Teatrino ospita spesso conferenze, proiezioni e incontri frequentati soprattutto da professori e studenti universitari: è uno dei posti migliori per restare aggiornati su temi contemporanei e innovativi di rilevanza internazionale.
