Una guida per conoscere il Museo e non sbagliare ingresso!
Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia si trova nella parte iniziale delle Procuratie Nuove, all’interno dell’ex Palazzo Reale. Le sale si affacciano sulla Piazza e raccontano un aspetto particolare della storia veneziana: Venezia non possedeva un passato romano come altre città italiane, ma costruì il proprio legame con l’antichità attraverso opere arrivate da Grecia, Roma, Asia Minore, Egitto, Vicino Oriente, Veneto e Adriatico. Ogni reperto, in questo senso, è anche la traccia di un viaggio.
Il primo nucleo della collezione risale al 1523, quando il cardinale Domenico Grimani lasciò alla Repubblica di Venezia una parte della sua raccolta d’arte. La Signoria trattenne sedici marmi antichi, undici busti e cinque statue, che dal 1525 furono collocati in una sala di Palazzo Ducale detta Sala delle Teste. Il momento decisivo arrivò però nel 1587, quando Giovanni Grimani, patriarca d’Aquileia, donò alla Serenissima la sua celebre raccolta di scultura antica, chiedendo che le statue restassero unite ed esposte in modo adeguato al loro valore.
Dopo anni di preparativi, nel 1596 nacque il Pubblico Statuario, collocato nel vestibolo della Biblioteca Marciana. È da qui che prende forma uno dei più antichi musei pubblici d’Europa. Nei secoli successivi la collezione continuò ad arricchirsi grazie a donazioni importanti, come quella del senatore Pietro Morosini, che nel 1683 lasciò alla Repubblica una raccolta di monete e medaglie, e quella dell’ambasciatore Girolamo Zulian, che nel 1795 portò al museo più di 200 opere tra marmi classici, ceramiche antiche, bronzetti, gemme e materiali egizi.
Nel corso della sua storia il museo cambiò più volte sede, ma Piazza San Marco rimase sempre il suo centro. Nel 1811 biblioteca e museo furono trasferiti nel Palazzo ex-Ducale, mentre nel Novecento arrivò la sistemazione definitiva nelle Procuratie Nuove. Tra il 1923 e il 1926, Carlo Anti organizzò un nuovo allestimento con dodici sale suddivise per epoche, correnti artistiche e soggetti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1949 e il 1952, Bruna Forlati Tamaro ampliò il museo con nuove sale e riorganizzò anche parte delle raccolte archeologiche del Museo Correr.
Oggi il museo occupa circa 1.400 metri quadrati di percorso espositivo e conserva oltre 1.300 opere esposte. La collezione comprende sculture greche e romane, frammenti architettonici, epigrafi, bronzetti, ceramiche, gioielli, oggetti etruschi, materiali egizi, reperti del Vicino Oriente, gemme, avori e monete. Tra le sezioni principali ci sono Grecia e Asia Minore, Roma e Italia centro-meridionale, Veneto e Adriatico, Egitto e Vicino Oriente.
La sezione dedicata alla Grecia e all’Asia Minore racconta il rapporto di Venezia con il Levante, nato dai contatti commerciali e culturali con il Mediterraneo orientale. Da quelle rotte arrivavano merci, marmi, sculture, gemme e bronzi. Tra le opere segnalate ci sono la Demetra di scuola attica, la Stele funeraria di Lisandra da Smirne, il Rilievo votivo di Cibele e Attis e la Testa di Atena, legata alla collezione Grimani.
La parte romana è altrettanto importante e riflette il rapporto delle élite veneziane con Roma. Le antichità romane erano un segno di prestigio sociale e culturale. Tra le opere presenti si trovano copie romane da originali greci, ritratti imperiali, sarcofagi, busti e oggetti provenienti da antiche collezioni veneziane. Si possono ricordare i Galati, il ritratto di Traiano, quello del cosiddetto Vitellio Grimani, l’Eros che incorda l’arco e il fronte di sarcofago con la strage dei Niobidi.
Molto interessante è anche la sezione dedicata al Veneto e all’Adriatico, perché mostra come Venezia fosse collegata a territori e rotte diverse. Alcuni reperti arrivano da Oderzo, Treviso, Malamocco, Ravenna, Croazia e Zara. Oggetti come l’elmo tipo Negau o Vulci, le epigrafi, le ceramiche e i bronzetti raccontano una storia fatta di spostamenti, reimpieghi e scambi. La sezione egizia e vicino-orientale, invece, documenta la curiosità veneziana verso l’Egitto e le antichità faraoniche, alimentata dai rapporti commerciali con Alessandria e con l’Oriente. Tra i reperti ci sono una mummia con maschera e copripiedi in cartonnage, rilievi assiri con scene di guerra, statue egizie e ritratti di ambito ellenistico.
Orari
Il Museo Archeologico è aperto tutti i giorni.
Dal 1 novembre al 31 marzo: 10.00 – 17.00.
Dal 1 aprile al 31 ottobre: 10.00 – 18.00.
Costi
Biglietto intero: 8,00 € il mercoledì, sabato e domenica (prezzo speciale € 5,00 il martedì, giovedì e venerdì). Il biglietto comprende, oltre al Museo Archeologico Nazionale, l’ingresso alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.
Biglietto ridotto (18-25 anni): € 2,00.
Ingresso gratuito per under 18 anni, persone con disabilità, ogni prima domenica del mese, 25 aprile, 2 giugno, 4 novembre e altre categorie previste.
Esiste anche il biglietto “Musei di Piazza San Marco”: 35,00 € (che comprende, oltre al Museo Archeologico Nazionale e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, anche la visita al Palazzo Ducale, Museo Correr).
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Stazione Santa Lucia
A piedi
Si può arrivare a piedi seguendo le indicazioni per Rialto e poi per San Marco in circa 35/40 minuti di camminata.
In vaporetto
Arriva fino a San Marco con la Linea 1, Linea 2, Linea 4.1 o 5.1 e scendi alla fermata San Marco-San Zaccaria. Da lì, raggiungerai il Museo in pochi minuti.
Tip utile
Se hai il biglietto “Musei di Piazza San Marco” devi accedere dal Museo Correr (Piazza San Marco 52), mentre per il biglietto “Museo Archeologico + Sale Monumentali della Biblioteca Marciana” devi accedere dal Museo Archeologico Nazionale di Venezia (Piazzetta San Marco 17). Così eviterai giri inutili in Piazza San Marco!
© Foto modificata: Bjoertvedt / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0
