Dove nacque Goldoni e con lui anche il teatro moderno veneziano
La Casa di Carlo Goldoni, conosciuta anche come Ca’ Centani o Ca’ Centanni, è la casa natale del grande commediografo veneziano. Si trova nel sestiere di San Polo, vicino a San Tomà, in un palazzo gotico del XV secolo che conserva ancora molti elementi tipici dell’architettura civile veneziana tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento.
Goldoni nacque qui il 25 febbraio 1707 e visse in questa casa durante l’infanzia, prima che le vicende familiari lo portassero a viaggiare spesso per l’Italia. Nei suoi Mémoires, scritti molti anni dopo a Parigi, ricordò proprio questa dimora veneziana come una casa “grande e bella”, situata tra il ponte dei Nomboli e quello della Donna Onesta, nella parrocchia di San Tomà.
L’edificio non è enorme, ma ha grande fascino. La facciata segue l’andamento dello stretto rio su cui si affaccia e presenta una bella quadrifora con colonne sottili e archi inflessi. Al piano terra si trova una corte interna molto suggestiva, con pavimentazione in cotto, vera da pozzo e una scala scoperta che poggia su archi acuti.
Il museo fu aperto al pubblico nel 1953, dopo una lunga storia di acquisizioni, restauri e progetti interrotti dalle guerre. Nel 1931 il palazzo venne donato al Comune di Venezia con l’obiettivo di trasformarlo in Museo Goldoniano e Centro di Studi Teatrali.
Il percorso di visita è breve e si sviluppa soprattutto al piano nobile. Il museo racconta Goldoni attraverso documenti, ritratti, arredi, costumi, scene teatrali e materiali legati alle sue commedie. Il primo ambiente importante è il portego, lo spazio passante tipico delle case veneziane, usato sia come salone di rappresentanza sia come zona di collegamento con le altre stanze.
Una delle parti più interessanti del percorso è il tavoliere didattico con la riproduzione della pianta di Venezia di Lodovico Ughi del 1729. Su questa mappa sono indicati i luoghi legati alla vita di Goldoni e i teatri attivi nella Venezia del Settecento.
Nelle sale del primo piano sono ricreate alcune isole sceniche ispirate alle commedie goldoniane. Non si tratta di una ricostruzione realistica della casa in cui Goldoni visse, ma di un allestimento teatrale che mette in scena il suo mondo. Si incontrano riferimenti a opere come La finta ammalata, La figlia obbediente, L’avvocato veneziano, I Rusteghi, Il Bugiardo, Il servitore di due padroni e Il giuocatore.
La sala più amata da molti visitatori è quella del teatrino delle marionette. Qui è conservato il teatrino proveniente da casa Grimani ai Servi, uno dei più famosi teatrini di marionette veneziani del Settecento. Le marionette, a differenza dei burattini popolari da piazza, appartenevano spesso a contesti aristocratici e venivano usate in piccoli teatri privati per spettacoli di prosa, opera, farse e pantomime.
Al termine della visita è possibile fermarsi nella Videoteca, dove viene proiettato un filmato-documentario dedicato a Carlo Goldoni, Un veneziano tra mondo e teatro. Per chi vuole approfondire, la Casa ospita anche la Biblioteca di Studi Teatrali, al terzo piano, con oltre 30.000 volumi e documenti dedicati al teatro e alle arti dello spettacolo.
Orari
Aperto dalle 10.00 alle 16.00. Chiuso il mercoledì.
Costi
Biglietto intero: 7,00 €
Biglietto ridotto(studenti under 25, visitatori over 65 e categorie specifiche): 3,50 €
Ingresso gratuito per residenti, bambini under 5 anni, persone con disabilità, guide turistiche, docenti accompagnatori e altre categorie convenzionate.
È disponibile anche il biglietto cumulativo I Musei del Settecento Veneziano, valido per Ca’ Rezzonico, Palazzo Mocenigo e Casa di Carlo Goldoni. Il biglietto intero costa 20,00 €, il ridotto 10,00 €, ha validità 3 mesi e consente una sola entrata in ciascun museo.
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Stazione Venezia Santa Lucia
A piedi
La Casa di Goldoni si raggiunge in circa 20 minuti di piacevole camminata, passando vicino alla maestosa Chiesa dei Frari.
In vaporetto
Linea 1 o la Linea 2, fermata San Tomà.
Tip utile
Nel portego al primo piano, vicino alla scena della Finta ammalata, guarda anche il pavimento: c’è una piccola finestrella decorata in marmo che serviva per controllare chi stava entrando dalla porta d’acqua. È praticamente uno “spioncino” veneziano ante litteram.
