Il palazzo della grande ascesa dei Rezzonico: dalla nobiltà al papato
Ca’ Rezzonico è uno dei palazzi più belli affacciati sul Canal Grande e ospita il Museo del Settecento Veneziano. Il palazzo nasce per volontà della famiglia Bon, che alla metà del Seicento affidò il progetto a Baldassarre Longhena, lo stesso architetto della Basilica della Salute e di Ca’ Pesaro. Il progetto era ambizioso e molto costoso, tanto che alla morte di Longhena, nel 1682, il palazzo non era ancora terminato. Poco dopo i lavori si fermarono e l’edificio rimase incompleto.
La svolta arrivò nel 1750, quando Giambattista Rezzonico acquistò il palazzo e incaricò Giorgio Massari di completarlo. I lavori furono conclusi in pochi anni, proprio mentre la famiglia Rezzonico stava vivendo la sua rapida ascesa sociale, culminata nel 1758 con l’elezione di Carlo Rezzonico a papa con il nome di Clemente XIII. La fortuna della famiglia, però, durò poco: nel 1810, con la morte di Abbondio Rezzonico, il ramo si estinse.
Nel corso dell’Ottocento il palazzo cambiò più volte proprietario e venne progressivamente svuotato dei suoi arredi. Tra gli ultimi inquilini illustri ci furono il poeta inglese Robert Browning, che morì qui nel 1889, e il musicista Cole Porter, che vi abitò tra il 1926 e il 1927. Nel 1935 il palazzo fu acquistato dal Comune di Venezia e l’anno successivo venne inaugurato come museo dedicato al Settecento veneziano.
La visita inizia dal grande scalone d’onore progettato da Giorgio Massari, che conduce al primo piano. Qui si entra nel celebre Salone da Ballo, l’ambiente più spettacolare del palazzo. La sala occupa l’intera larghezza dell’edificio ed è decorata con affreschi illusionistici di grande effetto. Al centro del soffitto compare Apollo sul carro del sole, circondato dalle quattro parti del mondo. Dell’arredo originario restano i due enormi lampadari in legno e metallo dorato, così grandi da non poter essere facilmente spostati quando il palazzo fu svuotato.
Il primo piano conserva alcune delle sale più rappresentative del museo. Nella Sala dell’Allegoria Nuziale si ammira un soffitto di Giambattista Tiepolo, realizzato per celebrare le nozze tra Ludovico Rezzonico e Faustina Savorgnan. La Sala dei Pastelli raccoglie ritratti eseguiti con una tecnica molto amata nel Settecento, portata a livelli altissimi dalla veneziana Rosalba Carriera. Nella Sala degli Arazzi, invece, si trovano arredi rococò, arazzi fiamminghi e una rara porta laccata con motivi orientali, testimonianza della passione settecentesca per le cineserie.
Tra gli ambienti più importanti ci sono anche la Sala del Trono, la Sala del Tiepolo, la Biblioteca, la Sala del Lazzarini e la Sala del Brustolon. Quest’ultima ospita uno dei più straordinari esempi dell’intaglio veneziano: gli arredi scolpiti da Andrea Brustolon, definito da Balzac “il Michelangelo del legno”. Qui si trova anche un magnifico lampadario in cristallo a venti fiamme, decorato con fiori in pasta vitrea colorata, prodotto a Murano nel Settecento.
Al secondo piano il percorso cambia tono e si concentra sulla pittura veneziana. Nel Portego dei dipinti sono esposte opere fondamentali, tra cui due vedute giovanili di Canaletto, considerate particolarmente importanti perché sono le uniche del maestro presenti nelle collezioni pubbliche veneziane. Da non perdere anche la Sala Longhi, dedicata a Pietro Longhi, pittore capace di raccontare con ironia e delicatezza la vita quotidiana della Venezia del Settecento. Qui si trova anche il celebre dipinto del Rinoceronte, ispirato all’arrivo a Venezia della rinoceronte Clara durante il Carnevale del 1751.
Una delle sezioni più affascinanti è quella degli affreschi di Giandomenico Tiepolo provenienti dalla villa di famiglia a Zianigo. Tra questi spiccano il Mondo Novo e la Stanza dei Pulcinella, opere ironiche, malinconiche e molto diverse dalla pittura celebrativa del padre Giambattista.
Al terzo piano si trova la ricostruzione della storica Farmacia Ai do San Marchi, proveniente da Campo San Stin. È composta da tre ambienti: la bottega, il laboratorio e il retro-farmacia, con mobili in radica di noce, vasi in maiolica, vetri di Murano, alambicchi e mortai. Sempre al terzo piano si visita la Pinacoteca Egidio Martini, importante raccolta di pittura veneta dal Quattrocento all’Ottocento.
Il museo comprende anche la Collezione Ferruccio Mestrovich, ospitata nel Mezzanino Browning, con opere di grande qualità tra cui dipinti di Tintoretto, Bonifacio de’ Pitati, Benedetto Diana, Cima da Conegliano, Francesco Guardi e altri artisti della scuola veneta.
Orari
Dal 01/04 al 31/10: 10.00 – 18.00.
Dal 01/11 al 31/03: 10.00 – 17.00.
Chiuso il martedì.
Costi
Biglietto intero: 15,00 €
Biglietto ridotto (studenti under 25, visitatori over 65 e categorie specifiche): 7,50 €.
Ingresso gratuito per residenti, under 5, persone con disabilità , guide turistiche, docenti accompagnatori e altre categorie convenzionate.
È disponibile anche il biglietto cumulativo I Musei del Settecento Veneziano, valido per Ca’ Rezzonico, Palazzo Mocenigo e Casa di Carlo Goldoni. Il biglietto intero costa 20,00 € (ridotto 10,00 €), valido 3 mesi per un’entrata in ciascun museo.
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Stazione di Venezia Santa Lucia
In vaporetto
Linea 1, fermata Ca’ Rezzonico.
A piedi
Si impiegano circa 15/20 minuti di cammino per arrivare al Palazzo.
Tip utile
Dopo la visita, passa dal Museum Café e chiedi se puoi sederti fuori: c’è una piccola zona nascosta affacciata direttamente sull’acqua!
