Il palazzo della famiglia che ha visto nascere 7 dogi
Il Museo di Palazzo Mocenigo è uno dei musei più particolari di Venezia, perché unisce la visita a una dimora patrizia con un percorso dedicato alla storia del tessuto, del costume e del profumo. Il palazzo, che si trova nel sestiere Santa Croce, apparteneva al ramo dei Mocenigo di San Stae, una delle famiglie più importanti del patriziato veneziano.
Dalla famiglia Mocenigo provennero ben sette dogi, tra cui Alvise I, ricordato anche come il doge della vittoria di Lepanto. Il ramo discendente da Nicolò Mocenigo, fratello del doge Alvise I, si stabilì nel palazzo di San Stae agli inizi del Seicento, e l’edificio rimase abitato dalla famiglia fino a tempi recenti.
La storia del palazzo è documentata già nella pianta di Jacopo de’ Barbari del 1500, dove l’edificio appare con una base quasi quadrata e un cortile centrale. Nel tempo venne ampliato e ristrutturato grazie all’acquisto di proprietà vicine. L’aspetto attuale risale probabilmente all’inizio del XVII secolo, anche se non si conosce il nome dell’architetto. Le due facciate, una sulla salizada e una sul canale di San Stae, sono caratterizzate dalle ampie serliane, finestre tipiche dell’architettura veneziana tra Seicento e Settecento.
All’interno la struttura segue il modello delle dimore patrizie veneziane, con il grande pòrtego centrale passante, usato per le funzioni di rappresentanza, e le stanze disposte ai lati. Il primo piano nobile conserva affreschi e arredi di gusto rococò e neoclassico, in gran parte risalenti alla seconda metà del Settecento. Di particolare interesse sono gli affreschi dei soffitti realizzati nel 1787 per le nozze del nipote di Alvise IV con Laura Corner, attribuiti ad artisti come Jacopo Guarana, Giambattista Canal e Giovanni Scajaro.
Nel 1945 Palazzo Mocenigo fu donato al Comune di Venezia per disposizione testamentaria da Alvise Nicolò, ultimo discendente della famiglia. Insieme al palazzo arrivarono anche l’archivio e parte degli arredi, con la volontà che l’edificio venisse utilizzato come galleria d’arte, a completamento del Museo Correr. Alla fine degli anni Settanta, dopo la morte della moglie Costanza Faà di Bruno, ai Musei Civici di Venezia arrivarono anche le stanze del primo piano nobile con decorazioni e arredi settecenteschi.
Nel 1985, dopo importanti restauri, l’appartamento Mocenigo venne aperto al pubblico come museo. Nello stesso anno fu istituito il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, oggi Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo. Le sue raccolte comprendono tessili, abiti antichi, materiali librari e documentari provenienti da collezioni importanti, tra cui Correr, Guggenheim, Cini, Grassi e dal disciolto Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi.
Il percorso museale è stato completamente rinnovato e ampliato nel 2013. Oggi si sviluppa in venti sale al primo piano nobile, raddoppiando gli spazi espositivi aperti nel 1985. L’allestimento è stato ideato da Pier Luigi Pizzi, architetto, regista e scenografo di fama internazionale. Il risultato è un percorso elegante e teatrale, dove arredi, dipinti, suppellettili, vetri, tessuti e abiti dialogano tra loro per ricostruire l’atmosfera della vita patrizia veneziana tra XVII e XVIII secolo.
Uno degli aspetti più affascinanti del museo è la presenza dei manichini vestiti con abiti e accessori antichi appartenenti al Centro Studi. Gli abiti, realizzati con tessuti operati, ricami e merletti, raccontano la raffinatezza degli artigiani veneziani e il gusto lussuoso per cui la città era famosa. La visita permette quindi di capire non solo come si vestivano le classi alte veneziane, ma anche quanto il tessuto fosse legato al prestigio sociale, all’economia e all’immagine pubblica.
Una parte del percorso è dedicata alla storia del profumo, un tema ancora poco comune nei musei veneziani. Sei sale sono dedicate a questo aspetto della cultura del costume, mettendo in luce il ruolo di Venezia nelle origini della tradizione profumiera, cosmetica e imprenditoriale. Strumenti multimediali ed esperienze sensoriali accompagnano il visitatore in un percorso che unisce informazione, suggestione e scoperta.
Al piano terra si trovano anche una Sala Multimediale, una White Room per eventi temporanei e un Laboratorio del Profumo, dove si tengono corsi di introduzione e approfondimento alla profumeria e alla composizione. Queste attività permettono ai partecipanti di avvicinarsi al mondo delle essenze e, in alcuni casi, di creare una fragranza personale. Il museo propone inoltre il workshop “Backstage: tesori nascosti di moda e costume”, che consente di visitare anche i depositi normalmente non accessibili al pubblico.
Palazzo Mocenigo è anche un importante centro di studio. La biblioteca specializzata possiede oltre 25.000 volumi, con numerose edizioni antiche e riviste di moda dalla fine del Settecento a oggi. Molto significativa è la raccolta di circa 13.000 figurini di moda, una rassegna iconografica preziosa per studiosi, studenti e appassionati di costume. Su appuntamento è possibile consultare anche materiali tessili delle raccolte.
Orari
Dal 1 aprile al 31 ottobre: 10.00 – 18.00.
Dal 1 novembre al 31 marzo: 10.00 – 17.00.
Chiuso il lunedì.
Costi
Biglietto singolo Museo di Palazzo Mocenigo:
biglietto intero: 15,00 €;
biglietto ridotto (ragazzi 6-14 anni, studenti under 25, persone over 65 e categorie convenzionate): 7,50 €.
Ingresso gratuito per residenti, bambini under 5, persone con disabilità, guide turistiche e altre categorie previste.
È disponibile anche il biglietto cumulativo I Musei del Settecento Veneziano (Palazzo Mocenigo, Ca’ Rezzonico e Casa di Carlo Goldoni)
biglietto intero: 20,00 €;
biglietto ridotto: 10,00 €.
Il biglietto ha validità 3 mesi e consente un solo ingresso in ciascun museo.
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Stazione di Venezia Santa Lucia
A piedi
Il palazzo di raggiunge in circa 20/25 minuti, attraversando il Ponte degli Scalzi.
In vaporetto
Linea 1, fermata San Stae. Da lì, il museo si raggiunge in meno di 5 minuti a piedi.
Tip utile
Non arrivare con valigie, trolley o bagagli grandi: non ti lascerebbero entrare nel museo! In compenso, il museo dispone anche di Baby Pit-stop con zona allattamento, cambio e relax.
