Per conoscere la Storia attraverso dinosauri di 7 metri e scheletri di cetacei
Il Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue è uno dei musei più interessanti della città per chi vuole scoprire una Venezia legata alla scienza, alla natura, alla laguna e alla storia delle collezioni naturalistiche. Si trova nel Fontego dei Turchi e propone un percorso suggestivo tra fossili, animali, cetacei, collezioni storiche, biodiversità e ricerca scientifica.
Il Fontego dei Turchi è un tipico esempio di casa-fondaco veneziana e fu costruito nella prima metà del XIII secolo da Giacomo Palmieri, capostipite della famiglia Pesaro. La prima descrizione certa dell’edificio risale al 1381, quando i Pesaro cedettero il palazzo alla Serenissima. In origine doveva apparire come una grande dimora patrizia, con fondamenta, riva sul Canal Grande, corte interna, pozzi, panchine, scale in pietra, mezzanini e ambienti di servizio.
Il nome Fontego dei Turchi deriva da una fase successiva della sua storia. Nel 1621 la Repubblica di Venezia destinò il palazzo ai mercanti turchi, che lo utilizzarono fino al 1838 come abitazione, sede commerciale e luogo regolato da norme molto precise. Al piano terra si trovavano i magazzini, una stanza destinata a moschea e uno spazio per il bagno rituale. I mercanti importavano soprattutto cera, olio, lana grezza, pellami e, dal Settecento, anche tabacco.
Quando nel 1859 il palazzo divenne proprietà del Comune di Venezia, era in forte degrado. Dal 1860 venne quindi ricostruito sotto la direzione dell’ingegner Federico Berchet, recuperando parte dei materiali dell’edificio medievale e ispirandosi alle raffigurazioni storiche, come la pianta cinquecentesca di Jacopo de’ Barbari. Oggi il Fontego dei Turchi è uno degli edifici più caratteristici, riconoscibile anche per la facciata decorata con patere e formelle.
La storia del museo nasce dalle raccolte naturalistiche del Museo Civico e Raccolta Correr, a loro volta legate alla collezione privata del patrizio veneziano Teodoro Correr. Alla sua morte, nel 1830, Correr lasciò al Comune di Venezia le sue raccolte e il suo edificio, con la volontà di creare un museo civico aperto al pubblico.
Il museo è anche un centro di ricerca scientifica: le sue attività partono dalle collezioni e dal lavoro in laboratorio e sul territorio. Il personale specializzato si occupa di educazione scientifico-naturalistica, didattica, formazione, ricerche sul territorio, manutenzione, restauro, catalogazione e incremento delle raccolte.
Le collezioni contano oltre due milioni di pezzi e rappresentano la storia stessa del museo e delle ricerche condotte dai naturalisti. Alcune raccolte derivano da studi locali e raccontano la memoria del territorio veneziano e veneto; altre provengono da viaggi, spedizioni, donazioni e ricerche in territori lontani. Sono particolarmente importanti le collezioni zoologiche, entomologiche, ornitologiche, malacologiche, botaniche, micologiche, paleontologiche, etnologiche e antropologiche.
Al piano terra del Museo di Storia Naturale si trovano due spazi importanti. La Galleria dei Cetacei presenta lo scheletro di una balenottera comune lungo quasi 20 metri e quello di un giovane capodoglio, entrambi sospesi al soffitto in strutture d’acciaio. Le grandi immagini subacquee di Hussain Aga Khan sulle vetrate creano un effetto immersivo e accompagnano il visitatore nel mondo dei cetacei, insieme ad apparati informativi e a un dispositivo audio con i canti di questi giganti del mare.
Sempre al piano terra si trova anche uno spazio multisensoriale dedicato al Fontego dei Turchi. Qui sono presenti due modelli stampati in 3D con biopolimero di derivazione naturale, pensati per la fruizione tattile e accompagnati da didascalie con testo Braille. Un modello riproduce il palazzo e la sua facciata, mentre l’altro ricrea in scala 1:1 la patera del portale d’ingresso, da cui deriva anche il logo del museo.
Il secondo piano ospita tre grandi sezioni, ognuna quasi come un museo nel museo. Sulle tracce della vita è dedicata ai fossili e alla paleontologia. Il percorso racconta la storia della vita sulla Terra dalla comparsa dei primi organismi visibili a occhio nudo, circa 700 milioni di anni fa, fino all’Homo sapiens. La parte più scenografica è quella dedicata alla spedizione scientifica organizzata da Giancarlo Ligabue nel 1972-73 nel deserto del Tenerè, in Niger. Da quella spedizione arrivano reperti di oltre 100 milioni di anni fa, tra cui lo scheletro quasi completo di Ouranosaurus nigeriensis, lungo oltre sette metri, e il cranio del gigantesco coccodrillo Sarcosuchus imperator.
La sezione Raccogliere per stupire, raccogliere per studiare racconta l’evoluzione del collezionismo naturalistico. Si passa dalle raccolte nate per meravigliare, come le Wunderkammer, alla classificazione scientifica. Qui trovano spazio le collezioni degli esploratori veneziani Giovanni Miani, Giuseppe De Reali e Giancarlo Ligabue, insieme a sale che ricostruiscono il passaggio dalla curiosità per il raro e il bizzarro alla nascita della museologia scientifica.
La terza sezione, Le strategie della vita, è dedicata alla biodiversità e agli adattamenti degli organismi. Il percorso affronta temi come movimento, nutrizione, sopravvivenza e relazioni con l’ambiente. Si osservano animali corridori, saltatori, scavatori, arrampicatori, nuotatori, volatori, organismi immobili e strategie diverse per procurarsi energia. Tra gli elementi più curiosi c’è il Bioglobe, una sfera-acquario sigillata e autosufficiente con alghe, batteri e piccoli gamberetti, il cui unico apporto esterno è la luce.
Il Museo di Storia Naturale lavora anche su progetti di ricerca attuali, come lo studio e la conservazione delle tartarughe marine, la digitalizzazione dell’algario di Aristocle Vatova e Victor Schiffner, il monitoraggio dello stambecco, gli uccelli di città, lo scoiattolo a Mestre, gli atlanti faunistici, le specie alloctone e le ricerche sulla laguna.
Se stai visitando il sestiere Santa Croce, a meno di cinque minuti di cammino puoi raggiungere altri due palazzi importanti: Museo di Palazzo Mocenigo e Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna (dove troverete anche il Museo di Arte Orientale).
Orari
Dal 1/06 al 30/09: 10.00 – 18.00.
Dal 1/10 al 31/05: 09.00 – 17.00.
Chiuso il lunedì.
Costi
biglietto intero: 15,00 €;
biglietto ridotto (studenti under 25 anni, persone over 65 anni e altre categorie): 7,50 €.
Ingresso gratuito per residenti, bambini under 5, persone con disabilità, guide turistiche, docenti accompagnatori e altre categorie previste.
Come arrivare
Da Piazzale Roma e dalla Stazione Ferroviaria di Venezia Santa Lucia:
In vaporetto
Linea 1 o Linea 5.2, fermata Riva de Biasio.
A piedi
Il Museo di Storia Naturale dista circa 15 minuti di cammino, passando per il ponte degli Scalzi.
Tip utile
Se vai con bambini, inizia dalla Galleria dei Cetacei: è una delle aree più scenografiche, con scheletri sospesi, canti dei cetacei, dinosauro e grande coccodrillo fossile.
© Foto modificata: Matthias Süßen / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0
