Il palazzo gotico che deve il nome al barone Franchetti
!!! ATTENZIONE: il museo è chiuso per lavori. Riapertura prevista nella primavera 2027 !!!
La Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro è uno dei musei più affascinanti di Venezia, non solo per le opere che conserva, ma anche per il palazzo che la ospita. La Ca’ d’Oro è infatti uno dei più celebri palazzi tardogotici veneziani affacciati sul Canal Grande, riconoscibile per la sua facciata elegante, traforata e scenografica. Anche oggi, osservandola dall’acqua, si capisce subito perché sia considerata una delle architetture più raffinate della città.
Il nome Ca’ d’Oro deriva dall’antica decorazione della facciata, che un tempo era arricchita da una lamina d’oro zecchino. Il palazzo fu fatto costruire tra il 1422 e il 1440 da Marino Contarini, membro di una delle grandi famiglie veneziane. Marino Contarini apparteneva al ramo dei Contarini di San Felice. Non va quindi confuso con i Contarini dal Bovolo, residenti a San Paternian, il ramo della famiglia da cui prende il nome la celebre Scala Contarini del Bovolo.
Nel corso dei secoli la Ca’ d’Oro passò attraverso diversi proprietari e subì vari interventi. La sua storia cambiò profondamente nel 1895, quando venne acquistata dal barone Giorgio Franchetti, collezionista e appassionato d’arte. Franchetti restaurò l’edificio con grande attenzione, cercando di restituirgli parte dello splendore originario, e vi sistemò le sue raccolte. Nel 1916 donò allo Stato italiano sia il palazzo sia la collezione, permettendo così la nascita di un museo pubblico. La Galleria fu poi aperta al pubblico nel 1927.
La Ca’ d’Oro conserva ancora la struttura dell’antica casa-fondaco veneziana, cioè un edificio pensato insieme come abitazione, luogo di rappresentanza e spazio legato alle attività commerciali.
Uno degli ambienti più suggestivi è la corte interna, dove si trova un mosaico pavimentale in marmi antichi realizzato dallo stesso barone Franchetti, ispirato alle basiliche paleocristiane. Nella corte si trova anche l’originaria vera da pozzo scolpita da Bartolomeo Bon nel 1427, un dettaglio prezioso che racconta bene il gusto e la raffinatezza dell’architettura veneziana.
All’interno del museo sono conservati mobili, dipinti, medaglie, arazzi, bronzetti, sculture e opere provenienti da diversi contesti. La collezione originaria del barone Franchetti è stata ampliata nel tempo con opere rinascimentali arrivate da edifici religiosi soppressi o demoliti e con nuclei provenienti da altri musei statali di Venezia. Dal 1992, inoltre, una sezione dedicata alla ceramica veneziana ha trovato spazio nell’attiguo Palazzo Duodo.
Il capolavoro più importante della raccolta è il San Sebastiano di Andrea Mantegna, considerato il cuore della Galleria. Per quest’opera Giorgio Franchetti fece costruire una cappella apposita, decorata con marmi, al centro della quale il dipinto è custodito in un altare che ne valorizza la forza drammatica. È una delle opere più intense dell’artista e rappresenta uno dei motivi principali per cui la Galleria è così amata dagli appassionati d’arte.
Tra le opere da ammirare nel portego al primo piano ci sono importanti sculture rinascimentali, come il Doppio Ritratto di Tullio Lombardo, il Busto di fanciullo di Gian Cristoforo Romano e la lunetta a bassorilievo di Jacopo Sansovino con la Madonna del bacio. Tra i bronzi si distinguono i rilievi di Andrea Riccio, provenienti dalla chiesa dei Servi, e il raffinato Apollo di Pier Jacopo Bonaccolsi, detto l’Antico, proveniente dalla collezione Pasqualigo.
Molto interessante è anche il secondo piano, dove si trovano frammenti di affreschi che raccontano una Venezia oggi difficile da immaginare: una città in cui molte facciate erano decorate con pitture murali esterne. Tra questi frammenti spiccano quelli realizzati dal giovane Tiziano nel 1508 sulla facciata laterale del Fondaco dei Tedeschi, poi staccati e conservati dopo il 1967. Sempre al secondo piano si possono ricordare il nucleo di dipinti olandesi e fiamminghi arrivato alla Ca’ d’Oro nel 1929, la Venere allo specchio di Tiziano, la Venere dormiente di Paris Bordon, le due Vedute di Francesco Guardi, la piccola Crocifissione attribuita a Jan Van Eyck e il Ritratto di Marcello Durazzo di Van Dyck.
Orari
Al momento la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro è chiusa a causa di lavori di restauro e riallestimento in corso.
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Stazione Venezia Santa Lucia
A piedi
Ca’ d’Oro si raggiunge in circa 25 minuti di cammino attraversando le calli principali del sestiere di Cannaregio.
In vaporetto
Linea 1, fermata Ca’ d’Oro. Il palazzo è proprio accanto alla fermata.
Tip utile
Prima di andare fino alla Ca’ d’Oro, controlla sempre lo stato di apertura o telefona al museo: alcuni visitatori hanno segnalato di essere arrivati davanti al portone trovandolo chiuso per lavori.
